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Come fare il ripasso a quiz

Consolidare le conoscenze alla scuola primaria grazie al “quizzone ripassone”. Una proposta per creare un ponte tra lo studio mnemonico e la capacità di ragionamento. Come fare il ripasso divertendosi!

Come fare il ripasso a quiz

Premessa

La classe terza annovera, tra i suoi obiettivi, quello di avviare i bambini allo studio delle discipline.

Siamo tutti concordi nel ritenere lo studio mnemonico fine a se stesso un “semplice” esercizio di memoria destinato ad annullarsi rapidamente nell’oblio.

Il vero apprendimento sta nella capacità di fare ragionamenti, collegamenti e inferenze, ovvero saper creare “ponti” interdisciplinari.

Tuttavia, un ponte deve pure unire qualcosa e soprattutto deve reggersi su solide basi onde evitare imbarazzanti “tuffi” tra le ninfee.

Restando nelle metafore impressioniste, dopo qualche anno di “tuffi”, noi ci siamo convinte che le basi solide, le isole su cui si poggeranno quei ponti di competenza sono le conoscenze.

Isole di conoscenze, spesso banalmente mnemoniche, che però, se ben consolidate, liberano un discreto numero di neuroni che può dedicarsi alla costruzione di quei “ponti” fatti di mattoni di logica, inferenze e collegamenti.

Detto questo, spero ci perdonerete questa attività che ha come unico obiettivo quello di favorire appunto l’apprendimento mnemonico.

Come fare il ripasso con il “quizzone ripassone”

Ogni alunno sa quanto possa essere noioso e frustrante imparare a memoria le tabelline, i verbi o le capitali.

Confidando, però, sulla potenza della parola “gioco”, abbiamo proposto questa semplicissima attività, che può essere adattata a qualunque materia e a qualunque livello di apprendimento.

L’esempio che riportiamo è relativo a Storia ed aveva il duplice intento di motivare i bambini al ripasso del lessico del tempo, propedeutico allo studio della storia vera e propria, ma anche quello di consentire ai nuovi arrivati non italofoni di memorizzare velocemente e con una certa autonomia le parole che avremmo usato nel corso dell’anno.

Il materiale è davvero alla portata di ogni classe: computer e stampante, fogli per fotocopie bianchi, fogli per fotocopie colorati, colla, forbici, nastro adesivo, un pennarello.

Preparazione del ripasso a quiz

Ogni alunno/a ha ricevuto un foglio per ripassare: poteva essere una mappa, uno schema, un disegno, ecc.

A questo abbiamo aggiunto un foglio colorato pieno di domande numerate e un foglio bianco pieno delle risposte alle stesse domande, anche queste numerate.

Come fare il ripasso a quiz

Compito di ogni alunno/a era ritagliare i cartellini, abbinare domanda e risposta e incollarli assieme.

In questo modo hanno ottenuto tante mini card con la domanda sul lato colorato e la risposta sul lato bianco.

Piegando un mezzo foglio A4 e con poco nastro adesivo abbiamo realizzato la busta, con il pennarello abbiamo scritto titolo e nome del proprietario e abbiamo iniziato a “giocare”.

Studio e ripasso

Ogni bambino/a ha avuto alcuni giorni per esercitarsi a casa. Il compito era molto semplice:

  1. Estrai un biglietto, leggi la domanda e prova a rispondere poi gira il foglio e verifica se hai risposto correttamente.
  2. Se non ricordi la risposta o se l’hai sbagliata metti il biglietto alla tua sinistra, se hai risposto correttamente lo metti a destra.
  3. Quando la busta sarà vuota, riprendi i biglietti che hai alla tua sinistra e prova a rispondere.
  4. Di nuovo, metti alla tua destra quelli a cui hai risposto correttamente e alla tua sinistra quelli a cui non hai dato la risposta corretta.
  5. Continua fino a quando tutte le tue cards saranno alla tua destra.

La verifica

Il giorno dell’interrogazione, a questo punto, più che carico di ansia era carico di aspettative, quasi si trattasse di un vero quiz televisivo.

Istruzioni (solo per l’insegnante)

A questo punto ci restava solo da verificare se tutto questo impianto avrebbe sortito l’effetto desiderato. 

Ecco il giorno della verifica! Procediamo così:

  1. Ogni bambino prende la propria busta con le domande (le domande sono numerate da 1 a 40 e le risposte sono incollate sul retro).
  2. Ogni bimbo riceve una striscia per registrare la propria prestazione e la incolla sul quaderno (quella pagina sarà dedicata solo a questo “gioco” e va lasciata vuota; nelle settimane successive incolleremo, sempre sotto, le altre strisce).
  3. Il primo alunno dell’ordine alfabetico estrae 5 domande a caso e le legge una alla volta al secondo in ordine alfabetico.
  4. Il secondo risponde e successivamente chi ha letto la domanda legge la risposta esatta.
  5. Chi ha risposto scrive nella sua tabella il numero della domanda e sotto il punteggio ottenuto.
  6. Finite le 5 domande tocca a chi ha risposto fare altre 5 domande a chi segue in ordine alfabetico.
  7. L’ultimo dell’elenco farà le domande al primo.
  8. Ciascuno colora il semaforo verde-giallo-rosso in base al totale ottenuto (giocheremo di nuovo fino a quando tutti avranno colorato il verde… speriamo accada presto!).

Memoria a breve e a lungo termine

Tutti sappiamo quanto sia labile la memoria se non continuamente rinforzata. Questo è tanto più vero quanto maggiore è l’età dell’individuo.

In realtà i bambini, normalmente, imparano a memoria con una certa facilità ed è proprio per questo che tendono a imparare a memoria qualunque cosa si chieda loro di studiare.

Il cervello tende all’economia e se imparare qualcosa a memoria ci risulta meno faticoso che imparare il ragionamento che ci porterebbe a quel qualcosa, optiamo per la prima.

Detto questo, è anche vero che ciò che impariamo a memoria tendiamo a dimenticarlo facilmente…oppure no? Non abbiamo dimenticato le tabelline o le misure di lunghezza, o alcune filastrocche imparate alla scuola materna o la formazione della squadra della Nazionale che vinse i mondiali nel 1982 (una di noi due ha una certa età…).

È importante riflettere sul fatto che non dimentichiamo tutto e soprattutto non dimentichiamo ciò che ci serve o che associamo a momenti particolari della nostra vita.

Quindi, se un gioco stimola i nostri bambini a ripassare frequentemente quello che devono memorizzare, abbiamo ottime probabilità che quella labile traccia mnestica diventi un solido apprendimento, un’isola di conoscenza o un mattone di apprendimento con cui realizzare infiniti ponti di competenza. 

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