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Come organizzare lo spazio a scuola

Inizia un nuovo anno scolastico ed è ora di pensare e riprogettare lo spazio e il tempo scuola dei nostri alunni. In questo articolo alcune considerazioni su come organizzare lo spazio a scuola.

Organizzare lo spazio a scuola

Ad ogni inizio d’anno abbiamo imparato che, spesso, ci attendono sorprese.

Nel nostro territorio c’è molta mobilità, le famiglie vanno e vengono e, con loro, si spostano anche i bambini. 

È necessario prendersi un po’ di tempo per ritrovarsi; talvolta ci accade di scoprire che ci sono nuovi amici e che qualcun altro si è trasferito altrove.

Nel caso di nuovi arrivi, soprattutto se si tratta di alunni certificati, è auspicabile progettare quanto prima un incontro con i docenti che ci hanno preceduto e con i genitori dell’alunno.

Si tratta di un momento molto importante: solo le persone che hanno trascorso o che trascorrono molto tempo con il bambino ci possono aiutare ad acquisire le informazioni necessarie per progettare un ambiente di apprendimento sereno ed efficace.

Purtroppo molto spesso questo passaggio di informazioni non avviene, per questo nei primi giorni sarà necessaria un’accurata osservazione dei comportamenti e delle relazioni spontanee tra i bambini.

Una volta messa a punto la routine scolastica giornaliera, in particolare quella legata alle particolari esigenze dei bambini BES o DVA, è consigliabile strutturare lo spazio e il tempo scuola in modo che ogni alunno ritrovi, fin dai primi giorni, un ambiente favorevole al suo benessere emotivo e all’apprendimento.

Perché è necessario organizzare lo spazio a scuola?

L’uso della struttura dello spazio, ovvero il setting, è un aspetto importante per tutti e per gli alunni BES o con disabilità risulta fondamentale. Organizzare al meglio lo spazio, infatti:

  • rende l’ambiente più prevedibile, rassicura il bambino e favorisce l’interiorizzazione di script fondamentali che lo aiuteranno a comprendere gli eventi;
  • comunica visivamente ciò che ci si aspetta nell’ambiente;
  • indirizza visivamente lo studente ad un’attività;
  • riduce le distrazioni;
  • migliora la concentrazione (tempi e qualità);
  • riduce l’ansia.

In poche parole lo spazio deve FACILITARE, RASSICURARE, COMUNICARE.

La strutturazione deve essere pensata sul singolo alunno (sui suoi bisogni ecc.) e deve essere flessibile, cioè in linea con la zona di sviluppo prossimale del bambino.

Gli spazi devono essere ben definiti, delimitati e visivamente riconoscibili: spazi diversi per attività diverse.

Il lavoro in autonomia

In base al tipo di lavoro, alle caratteristiche dell’alunno e a ciò che ci si propone di fare, la posizione dell’angolo di lavoro si modifica. Deve essere adattabile alla situazione.

Ecco alcuni esempi:

  • Se si vuole lavorare su reciprocità e attenzione, la posizione ideale può essere quella face to face. In questo caso l’insegnante si colloca con la sedia dinanzi al bambino, in modo da guardarlo negli occhi per cercare di catturare meglio la sua attenzione.

In questa posizione si possono fare numerose attività di ascolto, produzione e imitazione.

  • Se si vuole lavorare sulla permanenza al tavolo e sull’esecuzione di un compito in autonomia, il banco è orientato come il gruppo classe in ultima fila. Ma se la sua distrazione è tale da richiedere il banco in posizione ancora più protetta, si può temporaneamente girarlo verso la parete.
  • Per lavorare sull’autonomia consigliamo una modalità semplice ma che solitamente dà buoni risultati: mettere in uno scaffale di sinistra (dall’alto verso il basso) le attività che si vogliono proporre al bambino.

Le attività devono essere attività ben calibrate: né troppo facili né troppo difficili, almeno quelle iniziali.

Il bambino opera così: prende la prima attività di sinistra, la mette sul suo banco al centro e la esegue; quando ha finito ripone l’attività sullo scaffale di destra. Si può continuare nello stesso modo con le attività sottostanti.

Per esercitare l’alunno nel lavoro autonomo si propongono attività manuali, di classificazione o di seriazione.

La condivisione degli spazi comuni

È importante che il bambino, negli spazi comuni (quali corridoio, mensa, palestra ecc.) sappia esattamente dove collocarsi, cosa poter fare e in che modo.

Ad esempio per:

  • capire come mettersi in fila (potrebbe essere utile predisporre delle impronte sul pavimento);
  • orientarsi nella scuola (possiamo fissare delle strisce colorate che segnano un percorso);
  • avere una postazione in palestra.

Il relax

L’angolo morbido (“angolo relax”) è il luogo in cui riposare o rilassarsi.
Basta poco per creare uno spazio confortevole e davvero prezioso: un materasso, dei cuscini e un po’ di fantasia.

Nella nostra scuola abbiamo realizzato questo:

Angolo relax a scuola primaria.

Il docente: regista, scenografo e facilitatore

Noi docenti abbiamo un ruolo fondamentale nel garantire ai nostri alunni il benessere psico-fisico nel contesto scolastico. In fondo, tutti i bambini hanno bisogni speciali e ciascuno di loro ha diritto di sentirsi accolto e accudito al pari degli altri.

Ecco perché è importante predisporre spazi dedicati, stabilire poche regole chiare e vigilare affinché vengano comprese e rispettate da tutti (compresi gli alunni DVA).

È consigliabile, inoltre, stabilire delle routine che scandiscano il tempo o le singole attività. Ad esempio: ascolto – osservo – provo – chiedo – riordino è il modo più semplice per costruire relazioni serene con gli alunni.

Uno spazio a scuola ben strutturato diverrà, a poco a poco, terreno fertile per una didattica efficace e un apprendimento sereno e collaborativo. 


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