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Attività “brain break” per pause mentali

I giorni a scuola trascorrono intensi e noi proseguiamo il nostro viaggio alla ricerca di attività semplici e accattivanti da presentare a bambine e bambini. In questo articolo ve ne presentiamo alcune, utili al potenziamento delle funzioni esecutive. 

Pause mentali

Attività per pause mentali che siano anche utili? Ecco un’attività piuttosto semplice: richiede un foglio bianco, quattro pennarelli colorati e una matita.

Per scegliere il livello di difficoltà, la regola generale è quella di restare nella zona prossimale di sviluppo dei bambini, proponendo attività che non siano percepite né come troppo facili né come troppo difficili. Questa è la prima condizione per stimolare la motivazione a mettersi in gioco e tenere viva l’attenzione per il tempo necessario a portare a termine l’attività.

L’uso dei colori e la componente “artistica” regalano a questa attività un carattere ludico che la rende accattivante e adatta ai cosiddetti brain break, i momenti di svago al termine di un’attività particolarmente intensa. Può rivelarsi utile anche a canalizzare in modo tranquillo le energie di coloro che terminano molto velocemente il loro lavoro. Per brain break in italiano si usa la locuzione pause mentali.

La consegna è molto semplice e rende questa attività inclusiva. Può essere replicata infinite volte, modificando i colori o le figure da disegnare.

  1. Distribuiamo un foglio bianco a ciascun bambino/a.
  2. Chiediamo loro di estrarre dall’astuccio solo i quattro colori che chiediamo (es: arancione, verde, rosso, azzurro) e una matita.
  3. Chiediamo di disegnare quattro cerchietti sulla parte alta del foglio, esattamente come abbiamo fatto noi alla lavagna.
  4. Chiediamo poi di riempire il foglio con tanti cerchietti arancioni, poi aggiungiamo dei pallini verdi etc. (diamo un comando-colore alla volta).
  5. Prendiamo la matita e trasformiamo i pallini in piccoli animaletti o in faccine espressive con pochi tratti.
  6. A questo punto chiediamo loro di completare tutti i pallini che sono sul foglio, ricordando che “a colore uguale corrisponde uguale figura”.

Per gli alunni fragili o BES possiamo (in alternativa):

  • disegnare una linea a matita per delimitare lo spazio in cui disegnare i quattro pallini che fungeranno da modello;
  • fornire un foglio con tanti cerchi già disegnati che dovranno essere colorati;
  • fornire un foglio già predisposto con tanti pallini colorati e le quattro immagini del modello già completate.

Per cominciare, non daremo un limite di tempo, gli alunni potranno completare il lavoro anche in momenti successivi. Per aumentare la difficoltà potremo poi assegnare uno spazio temporale e ricordare che l’obiettivo è “completare il maggior numero possibile di pallini”.

Obiettivi delle nostre pause mentali

Questa attività è in grado di potenziare diverse funzioni. Vediamole di seguito. 

  • l’attenzione deve essere focalizzata e sostenuta per il tempo necessario;
  • stimoliamo la memoria di lavoro (sia uditiva che visiva); 
  • spontaneamente, i nostri alunni inizieranno a sperimentare diverse strategie di problem-solving per portare a termine il compito, rispettando i criteri della precisione e della rapidità (scansionando il foglio completiamo prima tutti i pallini dello stesso colore? procediamo dall’alto al basso?); 
  • anche la rapidità con cui gli occhi si spostano dal modello ai pallini sparsi nel foglio è un ottimo allenamento per la coordinazione oculo-manuale, necessaria anche nelle attività di letto-scrittura;
  • l’acuità visiva, che in questo caso è rappresentata dall’allenamento a cogliere immediatamente somiglianze e differenze tra figure, risulta particolarmente vantaggiosa quando si tratta di copiare e leggere lettere e parole nei vari caratteri;
  • la perseveranza, l’auto-controllo del lavoro svolto e l’auto-correzione sono parte integrante di questa attività.

Successivamente, potremo rinforzare queste abilità nel quotidiano. 

Una modalità può essere quella di non correggere subito il quaderno ma di chiedere agli alunni, ogni volta, di controllare che il loro lavoro sia stato effettivamente completato e svolto correttamente. In questo modo, anche l’errore sarà vissuto come parte del percorso: sbagliare non è una colpa perché succede a tutti. E poi esiste anche il detto, sbagliando s’impara

Sarà un’opportunità per ribadire che gli errori si commettono per svariate ragioni, ma che poi si correggono e ci servono ad imparare. Il nostro obiettivo non è quello di evitare tutti gli errori, ma piuttosto quello di trovare insieme un modo per non ripetere sempre gli stessi!

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