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L’albero dell’orgoglio e della gratitudine

Autunno è sinonimo di colori e di foglie, ma per chi insegna inglese è anche tempo di zucche e di ringraziamento. Se impariamo a guardare il mondo da un diverso punto di vista possiamo notare e apprezzare cose che solitamente ci sfuggono o diamo per scontate.

Che rapporto esiste tra gratitudine, orgoglio e autostima? Per avere memoria del nostro percorso, in classe è apparso un albero sul quale abbiamo appeso un esempio di tutte le attività svolte finora.

Se riflettiamo su quello che abbiamo e che riceviamo ogni giorno, dalla vita e da chi ci vuole bene, se smettiamo di dare tutto per scontato, impareremo a riconoscere il senso della GRATITUDINE.

Quando invece ci fermiamo ad osservare il frutto del nostro lavoro, ripensando anche alla fatica o all’impegno profuso, proviamo una piacevole sensazione di ORGOGLIO e quella fierezza è come un picchetto a cui si aggrappa la nostra autostima: tanti di questi picchetti la rendono stabile.

Ogni volta che elogiamo qualcuno in modo sincero, esprimendo ammirazione per una sua bella azione, quando appoggiamo sulla cattedra o appendiamo alla parete uno dei suoi manufatti, gli stiamo fornendo un picchetto a cui legare la sua AUTOSTIMA.

Storytime

Novembre è un mese carico di eventi: la Giornata nazionale degli alberi, la Giornata mondiale della gentilezza e il Thanksgiving Day (Giorno del ringraziamento). Abbiamo deciso di raccontare l’avventura dei pellegrini direttamente in inglese. Programmiamo quindi un CLIL atipico, partendo da un cartone animato che riproponiamo spesso e che riscuote sempre gran successo in classe.

Non è difficile per i bambini ricordare la trama e comprendere il senso dei dialoghi: dopo la visione, la conversazione nasce spontanea.

Parliamo della disponibilità degli indigeni e della riconoscenza dei pellegrini. Spesso diamo per scontato quello che abbiamo, le cose e le persone che ci fanno STARE BENE o ciò che ci piace fare per il gusto di farlo, anche se non abbiamo risultati eccellenti.

LIM, mi sento fortunata quando

Conversiamo un po’ assieme: imparare a non interrompere, ad ascoltare, a fare domande e interventi pertinenti sono tutte competenze trasversali che si affinano usandole.

Poi lasciamo che gli alunni scrivano da soli:

  • COSE CHE AMO FARE;
  • PERSONE CON CUI AMO STARE;
  • MI SENTO FORTUNATO/A QUANDO…

Elencheranno i loro gusti e desideri, basandosi sulle loro esperienze personali.

Scuola primaria quaderno cose che amo fare

Gratitudine e orgoglio

A questo punto chiediamo ai bambini di pensare a come si sentono quando hanno occasione di DARE una mano qualcuno e come si sentono se, invece, RICEVONO un aiuto inaspettato.

Le parole “mi sento bene, felice, contento…” si sprecano. Andiamo oltre e chiediamo se la sensazione sia la stessa in entrambe le situazioni. E finalmente qualcosa si muove.

Convengono tutti che sono entrambe piacevoli, ma sono diverse. Qualcuno azzarda e lancia parole a caso, fino a che una bambina dice «Quando faccio qualcosa di bello mi sento orgogliosa».

Il pensiero ha bisogno delle parole giuste, così proponiamo questo nuovo spunto di riflessione:

  • SONO GRATO PER QUELLO CHE RICEVO;
  • SONO ORGOGLIOSO (o fiero) PER QUELLO CHE FACCIO.

Dividiamo a metà la pagina del quaderno e poi lasciamo che trovino da soli degli esempi, che si esprimano liberamente, senza mettere loro alcuna fretta.

Chi vuole, può leggere alla classe le proprie osservazioni. Qualcuno prende spunto e ne approfitta per allungare la propria lista, altri preferiscono tenere tutto per sé.

Chiudiamo il quaderno di italiano e passiamo a quello di inglese (o forse di arte) per l’ultima attività.

In realtà questo lavoro terminerà a casa: i bambini avranno una settimana di tempo per colorare e completare  una scheda “Thankfull & Proud”.

Creiamo le foglie per il nostro albero

Non sia mai che il nostro albero resti così spoglio! Siamo in autunno, ma le foglie ci dovrebbero essere ancora!   

Propongo un’attività individuale di silent reading e traduzione mentre i bambini, a gruppetti, escono dalla classe a gruppi di quattro per esercitarsi con gli acquerelli. 

Nell’auletta che condividiamo per i progetti di recupero e potenziamento, allestiamo una postazione dove ci sarà l’occorrente per  dipingere. 

Qui siamo oltre il concetto di inclusione: questa attività, a classi aperte, è proprio alla portata di tutti.

Bambini colorano foglie da appendere

Anche questa settimana il lavoro termina con un compito: ciascuno scelga due sagome di foglie da dipingere a casa con gli acquerelli.

Dall’albero al diario della gratitudine

Siamo ormai giunti al termine del nostro percorso. Il Thanksgiving Day è arrivato e noi siamo pronti a festeggiarlo… a modo nostro.

I bambini hanno portato le loro foglie, adesso non resta che ritagliarle e completarle con una frase di gratitudine.

Sul picciolo scrivono il loro nome; su una foglia scrivono il nome di una persona a cui sono grati e il perché (es: “sono grata a SILVIA perché mi ha prestato i suoi colori”) e sull’altra una cosa o un animale (es: “sono grata agli ALBERI perché ci regalano l’ossigeno”); poi ciascuno la ritaglia e la appende all’albero.

Scuola primaria foglie albero gratitudine

Ogni insegnante sa che per consolidare un apprendimento e farlo diventare un automatismo (o una sana abitudine), serve fare esercizio con costanza. Sappiamo anche che gli apprendimenti si fissano meglio se accompagnati da emozioni piacevoli e il ricevere “doni”, in genere, ci piace e ci fa stare bene.

Ecco quindi che abbiamo creato, stampato e assemblato per ogni allieva e allievo un piccolo Diario della Gratitudine: annoteranno, ogni sera per 5 settimane, una situazione accaduta nel corso giornata che ha suscitato in loro sentimenti di gratitudine.

Qualcuno mi chiede se poi daremo il voto. Il Diario è una cosa personale, noi non lo leggeremo. I bambini non dovranno riportarlo alle maestre, ma conservarlo.

Conclusione

Questo percorso, nato per aiutare gli alunni più fragili ad accettare la delusione per una verifica che si è rivelata piena di errori, ci ha coinvolte per quasi tre mesi.

In queste settimane siamo cresciute anche noi, assieme agli alunni.

  • La CONSAPEVOLEZZA fa che riusciamo ad accettarci per quello che siamo, anche con le nostre debolezze e nostri errori.
  • La GRATITUDINE ci dà forza quando realizziamo che non siamo soli, ci mette di buon umore e ci infonde ottimismo.
  • L’ORGOGLIO ci ripaga della fatica, del tempo e delle delusioni, dà valore all’impegno e alimenta quella che chiamiamo una “sana” AUTOSTIMA, ovvero quella voce interiore che ci sussurra “ce la posso fare, anche se dovessi riprovare cento volte, ce la farò”. 

Nella nostra idea di autonomia c’è la capacità di sentirsi padroni della propria vita.  Il mio obiettivo è rendere le bambine e i bambini tanto forti da comprendere che un’insufficienza scolastica, un episodio di bullismo, un tradimento o una qualunque sconfitta restano dei brutti eventi che infastidiscono, ma che non distruggono come persone.

Desideriamo che i miei bambini, nel tempo che trascorrono con noi, interiorizzino almeno due principi fondamentali:

1) che una persona è qualcosa di più delle sue azioni;

2) che esiste sempre anche un altro punto di vista oltre al nostro. 

Posso perdere ma non sono un perdente, posso sbagliare ma non sono sbagliato; le persone possono dire di me quello che vogliono: se lo fanno solo per ferirmi io non li sento, se lo fanno per aiutarmi a crescere, li ringrazio. 

In ogni caso non mi faccio demolire e non sento il bisogno di demolire nessuno.

Se come maestre ci poniamo l’obiettivo di aiutarli a raggiungere gli obiettivi ministeriali e dei libri di testo, come “educatrici” speriamo di aiutarli a sviluppare una personalità equilibrata, una sana autostima che li renda solidi ma anche umili, in grado di imparare dai propri errori, di dare e chiedere aiuto ma soprattutto di ringraziare

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