Raccontare con poche parole un episodio della propria vita, un film visto in famiglia oppure un libro, è una competenza che alcune alunne e alunni sviluppano spontaneamente, mentre per altri è un processo più complicato. Qualcuno fatica a cogliere gli elementi essenziali e si dilunga troppo in dettagli inutili, altri invece omettono i punti più importanti, rendendo difficile la comprensione.

Saper fare un riassunto è importante, poiché si tratta di una competenza basilare anche nelle attività di studio, soprattutto quando ci si deve approcciare ad un testo scritto. È quindi necessario dedicare un po’ del nostro tempo anche a questo tipo di attività.
Introduciamo l’argomento “riassunto” con una domanda apparentemente semplice.
Che cos’è un riassunto?
Ricordiamo tutti la “noia” che ci assaliva quando eravamo studenti e ci veniva chiesto di fare il riassunto di qualcosa? Memori di tutto ciò, abbiamo cercato di rendere questo esercizio il più possibile stimolante.
Essendo in una classe quinta, ma con alunni che presentano vari livelli di apprendimento, abbiamo schematizzato e ridotto al minimo gli step preparatori:
- ridurre gli elenchi utilizzando una parola generica;
- eliminare gli aggettivi e le descrizioni (il più possibile);
- riscrivere in terza persona i testi prodotti in prima persona;
- trasformare i discorsi diretti in discorsi indiretti, eliminando il superfluo.
Per ogni passaggio, abbiamo fornito ai bambini alcune attività molto semplici e brevi, da svolgere a volte da soli e a volte in piccolo gruppo. Ogni volta abbiamo inserito nella consegna un vincolo che creasse una simpatica competizione:
- un bonus a chi utilizza il minor numero di parole.
Le parole generiche
Abbiamo introdotto l’argomento “parole generiche” utilizzando un vecchio eserciziario che proponeva elenchi di parole da riassumere con il rispettivo termine generico.
Questa attività, apparentemente simile a un indovinello, è utilissima per l’arricchimento lessicale e per velocizzare l’accesso al magazzino lessicale, meccanismo che è alla base del “recupero” delle informazioni memorizzate con lo studio.
Es: mosca, formica, cavalletta, farfalla → … (soluzione: insetti).

Aggettivi e descrizioni
Abbiamo provato a riassumere una frase utilizzando le parole generiche ed eliminando aggettivi e descrizioni inutili.
Questa attività è funzionale ad isolare le informazioni necessarie, i nessi causali, la successione temporale, separandoli da ciò che serve solo ad “abbellire” il racconto.
L’obiettivo, infatti, è quello di sviluppare negli alunni la capacità di selezionare non solo le parole chiave, ma anche gli elementi fondamentali che devono necessariamente essere memorizzati e i nessi causali sui quali poter costruire un ragionamento.
Ad esempio, il testo:
L’anziana nonna paterna di Luigi, quando andava nel piccolo orto che coltivava sul retro della sua graziosa fattoria, indossava sempre un grembiule a quadrettini bianchi e rossi, legato alla cintura, per proteggere l’abito da lavoro. Al sorgere del sole raccoglieva con cura le sue primizie: zucchine, carote, piselli, cipolle, peperoni e pomodori. Li riponeva con cura in un cestino poi li portava in cucina e li univa al brodo con cui preparare la sua speciale zuppa.
Può essere riassunto in:
La nonna di Luigi, indossava il grembiule e andava nel suo orto. Al mattino presto raccoglieva le verdure per preparare la zuppa.
Tutto alla terza persona
A volte leggiamo testi scritti o raccontati in prima persona e per riassumerli dobbiamo necessariamente volgerli alla terza. Abbiamo quindi lanciato anche questa sfida: Chi riuscirà a volgere tutto alla terza persona e contemporaneamente ad utilizzare il minor numero di parole possibile, conservando il senso generale del testo?
Per esempio, il testo:
Spostai delicatamente le tende così candide e sottili da sembrare di nuvole poi guardai fuori dalla finestra appena socchiusa. Rimasi incantato dal fantastico panorama che riempì i miei occhi: una distesa ordinata di meli, peri, ciliegi, peschi e albicocchi, tutti in fiore, ricopriva completamente le morbide colline. Nel loro insieme formavano tante macchie di colori pastello che ricordavano i cumuli di tempere, dolcemente adagiate sulla tavolozza di un pittore.
Può essere riassunto in:
Aprì le tende e fuori dalla finestra vide un frutteto con diversi alberi in fiore che ricoprivano le colline: la varietà dei colori gli ricordava la tavolozza di un pittore.
Solo discorsi indiretti
Sappiamo bene che nel discorso diretto dobbiamo riportare, in modo preciso e fedele, tutte le parole pronunciate, mentre il discorso indiretto ci consente qualche libertà in più. Proviamo quindi a metterci in gioco anche con questo ulteriore elemento.
Per esempio, il testo:
Ero molto preoccupata perché Federico era molto distratto e frettoloso ed io ero certa che avrebbe dimenticato con molta facilità almeno la metà di quello che gli sarebbe servito la mattina successiva a scuola. Così, la sera precedente, lo chiamai e gli feci la lista dettagliata delle cose che dovevano essere messe, in bell’ordine, nel suo borsone per la piscina. «Federico, vieni qui e ascoltami bene», gli dissi con voce calma ma decisa. «Controlliamo che nella tua borsa ci sia davvero tutto». Lui sbuffò e mi rispose controvoglia: «Sì mamma, ma ho già guardato». Io però cominciai ugualmente, decisa a fare come mi ero prefissata. «Ti servono le ciabatte, il costume, l’accappatoio, lo shampoo, il pettine, la cuffia, il sacchetto per mettere il costume bagnato, le mutande pulite, sicuro di avere tutto?».
Può essere riassunto in:
La mamma sapeva che Filippo era distratto così gli face l’elenco delle cose da portare in piscina. Lui sbuffò, ma lei lo costrinse a controllare mentre gli elencava tutte le cose che dovevano essere nel suo borsone.
La grande sfida di riassunto: la favola
Era arrivato il momento di fare sul serio.
Abbiamo chiesto ai bambini se conoscessero la favola di Cappuccetto Rosso. Ovviamente quasi tutti la ricordavano abbastanza bene, solo alcuni alunni di origine non italiana avevano qualche incertezza, quindi abbiamo creato quattro gruppi misti e abbiamo lanciato la sfida.
Il riassunto di Cappuccetto Rosso con il minor numero possibile di parole
Abbiamo “incalzato” un po’ i bambini affinché finissero in un tempo ragionevole, poi abbiamo chiesto a ciascun gruppo di leggere a voce alta. I compagni hanno votato la chiarezza del testo valutando da 1 a 4 (per riprendere i livelli).
Quindi, abbiamo ordinato i testi dal più lungo al più corto dando 1 punto al più lungo e 4 al più corto.
Confrontando le classifiche abbiamo osservato con sorpresa che i testi più corti erano anche quelli che avevano ottenuto il punteggio più alto in termini di chiarezza.
La seconda sfida di riassunto: “i giorni della merla”
Il ferro va battuto fin che è caldo, quindi dopo una settimana ci abbiamo riprovato in occasione de i giorni della merla.

Quella dei giorni della merla è una leggenda che ricordiamo ogni anno, ma questa volta l’abbiamo riproposta ad alunne e alunni chiedendo di riscriverla sempre utilizzando il minor numero di parole possibile. Come sempre noi abbiamo affiancato con discrezione i giovani BES.
Alla fine tutti sono stati orgogliosi di leggere il proprio testo. Come la volta scorsa, ciascuno ha valutato i compagni con un punteggio da 1 a 4.
La vera sfida era “contro” se stessi e ciascuno ha migliorato la propria prestazione rispetto alla volta precedente.
Il riassunto di verifica
Per mantenere lo spirito giocoso e leggero che si era creato, per la verifica finale abbiamo chiesto alla classe di riassumere un testo narrativo di tipo umoristico (preso dal loro libro di lettura). La trama ha messo tutti di buon umore, predisponendo alla nuova sfida: “Scrivi il riassunto del testo appena letto, sempre con il minor numero di parole possibile, ma mantenendo l’aspetto comico della situazione narrata“.
Anche questa volta i bambini hanno accettato di mettersi in gioco. Qualcuno, a dire il vero, ha sbuffato un po’, ma poi si è fatto prendere dalla “competizione” e i risultati sono stati più che soddisfacenti per tutti.
La valutazione finale spettava come sempre a noi insegnanti e la nostra ha tenuto conto non solo della qualità del prodotto ma anche dell’impegno dimostrato.
In questo caso possiamo dire che tutto il percorso si è svolto in modo semplice, coinvolgendo anche i bambini più fragili della classe, e la prova finale è stata superata brillantemente da tutti. O quasi!




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