Affrontare le prime difficoltà ortografiche può diventare un’occasione per sperimentare strategie inclusive e stimolanti. Partendo dalla regola del suono “QU”, si può trasformare un esercizio di lingua in un percorso interdisciplinare ricco di curiosità, collaborazione e creatività.

Prima o poi arriva il momento di affrontare le prime difficoltà ortografiche.
La sequenza “QU” impone la memorizzazione della nota regola “uso QU quando dopo la U c’è una vocale (eccezioni a parte)”. Ma memorizzare non basta: affinché si sviluppi una vera competenza occorre che questo automatismo si stabilizzi e diventi automatico.
Ecco allora la necessità di trovare il modo di rendere invitante una pratica che solitamente è molto noiosa e ripetitiva.
Così abbiamo deciso di approfondire un tema proposto dal nostro libro di testo: la vita delle aquile.
Alcuni bambini memorizzano le regole e le applicano senza troppo disagio. Altri, un po’ più fragili, hanno più facilità a memorizzare globalmente la stringa (sequenza di lettere) e quindi operano meglio con le parole ad alta o altissima frequenza.
Cerchiamo di procedere tenendo conto di entrambi gli stili di apprendimento: logico e globale.
Dopo aver presentato il suono “QU” e la sua regola tradizionale, il nostro libro propone una breve storia incentrata su un’aquila che costruisce il suo nido su una quercia e cova le sue quattro uova. Quando arrivava un minaccioso temporale l’aquila apre le ali per proteggere la prole; passato il pericolo, guarda con orgoglio i suoi aquilotti.
I bambini sono quasi sempre molto attratti dagli animali, e le aquile, così grandi e maestose, scatenano facilmente la loro fantasia.
L’attività spiegata passo-passo
Abbiamo cercato in rete alcune informazioni e curiosità incappando in varie schede, principalmente in lingua inglese, sul loro ciclo vitale. Scoprendo così che di aquile ne esistono due varietà principali: l’aquila calva (o aquila testa bianca), simbolo degli Stati Uniti e l’aquila reale, tipica delle nostre Alpi. Ne è quindi nata un’attività CLIL che vi proponiamo.
Abbiamo iniziato mostrando alla classe alcune immagini che proponevano due aquile: la testa bianca e l’aquila reale.
Dopo averle osservate, analizzato somiglianze e differenze nell’aspetto, le abbiamo ritagliate, colorate, incollate; poi abbiamo arricchito il lessico scrivendo e indicando le loro parti del corpo.

Con la scheda successiva abbiamo presentato alcune parole inglesi e siamo arrivati alla traduzione per prove ed errori, osservando le immagini.
Abbiamo anche scoperto che mamma aquila cova per quaranta giorni, mentre il maschio va a caccia e le porta il cibo e così via.
Con qualche leggera approssimazione, abbiamo fatto coincidere le fasi del ciclo della vita dell’aquila con le quattro stagioni. Ed ecco servito un contenuto interdisciplinare che comprende po’ di scienze (la vita degli uccelli), un ripasso di storia (stagioni e mesi) in un bell’esempio di “tempo circolare”.

Per fissare queste informazioni, abbiamo creato un semplice testo, suddiviso in quattro sequenze, scritte in doppio carattere (stampato maiuscolo e script); lo abbiamo distribuito e abbiamo chiesto a bambine e bambini di leggerlo e di sottolineare le parole delle stagioni. Questo compito, decisamente alla loro portata, è stato svolto rapidamente e curiosità.
L’ultima richiesta consisteva nel ritagliare, incollare e copiare in bellissima scrittura. Come sempre, alcuni hanno scritto in stampato maiuscolo e altri in corsivo.
L’importanza di ricopiare e di colorare
Questo ultimo compito, assolutamente inclusivo, costringe la classe a mantenere l’attenzione per un periodo di tempo lungo ma cognitivamente abbastanza semplice. Nel contempo costituisce un esercizio per migliorare la manualità, stimola la lettura e l’autodettatura, abitua all’auto-controllo e all’auto-correzione.
Fornire schede con disegni da colorare seguendo un modello, per alcuni alunni rappresenta un sacrificio.
Se però forniamo disegni semplici e tipologie di colori diversi (a cera, pennarelloni, tempere…) che diano soddisfazione senza troppo sforzo, abituiamo alunne e alunni a considerare questa attività come un momento di relax. Per questi bambini la precisione sarà un obiettivo da raggiungere dopo che avranno scoperto il piacere dell’arte visiva. Nel frattempo, forniamo una fotocopia e accontentiamoci di un prodotto tra l’approssimativo e il creativo.
Giochiamo a scrivere
Per verificare la tenuta degli apprendimenti, alcuni giorni dopo lo svolgimento di questo compito, abbiamo proposto una semplice attività da svolgere in coppia o in piccolo gruppo:
- quella di recuperare alcune informazioni relative alle aquile, utilizzando una tabella appositamente predisposta;
- successivamente, scegliere alcune di quelle informazioni per comporre 5 semplici frasi.
Ciascuno ha scritto come ha voluto: nello stesso gruppo c’erano alunne/i che usavano il corsivo, altre/i lo stampato, ma scrivendo le medesime frasi.

Collaborazione e supporto reciproco
La nostra esperienza ci ha insegnato che l’apprendimento tra pari riduce molto l’ansia da prestazione e rende le attività meno pesanti. Inoltre, consente anche ai bambini più fragili di produrre elaborati adeguati alla richiesta, contribuendo a sostenere la loro autostima.
Spesso noi adulti vediamo solo il prodotto, ai nostri occhi “c’è chi produce e chi si limita a copiare”, spesso senza considerare il sottostante sistema di relazioni. Chi produce impara a rapportarsi con chi ha tempi diversi dai suoi. Impara ad aspettare e ad aiutare chi è più lento, magari con l’invito garbato ad essere più veloce. La voce dei più deboli viene accolta ed ascoltata e chi ha maggiori competenze si mette alla prova provando vari stili di leadership per “portare alla meta” il suo gruppo nei tempi richiesti.
Il gioco di squadra ha una sola regola: la squadra vince quando tutti collaborano e solo se i più forti sostengono e valorizzano i più deboli.




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