Il blog di didattica per la scuola primaria
banner

Filosofia alla primaria

Lo studio della civiltà dell’antica Grecia è un viaggio alla scoperta anche di noi stessi poiché ci porta alle radici della nostra cultura. Se parlare di miti e di dei è un po’ come raccontare le fiabe degli inquilini dell’Olimpo, non è altrettanto facile spiegare ai bambini cosa sia la filosofia: forse è più utile tentare di “fare” filosofia assieme a loro.

Percorso

Nel libro di testo utilizzato in classe si accennava alla nascita della filosofia, ma una cosa è parlare di filosofi e un’altra cosa è fare filosofia alla primaria con i bambini. 

Ci siamo confrontate ed eravamo concordi che la seconda fosse una sfida decisamente più stimolante. Così abbiamo realizzato un semplice percorso che fosse alla nostra portata. 

Abbiamo stabilito che il nostro obiettivo “didattico-educativo” era stimolare i bambini a considerare che ci sono pensieri che sono cambiati nel tempo e che ci sono convinzioni, anche contrastanti tra loro, che possono convivere nella stessa epoca e nello stesso ambiente.

Si tratta di imparare a considerare che ci sono sempre anche altri punti di vista.

La filosofia è soprattutto dialogo, così abbiamo iniziato a conversare insinuando un “dubbio”, poi abbiamo conosciuto tre filosofi e infine abbiamo provato a metterci nei loro panni.

In sintesi questo è stato il nostro percorso:

  • Domanda gancio: «È il Sole che si muove attorno alla Terra o viceversa?» (dipende se ti fidi solo dei tuoi sensi o se credi alla scienza).
  • Domanda gancio alternativa: «Questi due pennarelli sono uno rosso e l’altro verde, tutti vediamo che sono diversi, tutti siamo d’accordo sul nome del colore ma possiamo essere certi che vediamo la stessa cosa?» (i daltonici, ad esempio, o alcuni animali hanno una percezione diversa… chi ha ragione?).
  • Il tempio dei filosofi: Socrate, Platone, Aristotele.
  • Tu come ragioni? a quale filosofo ti senti più vicino? Perché?
  • Quale è la tua “grande domanda”?
  • Tentiamo di rispondere filosofeggiando: la risposta esatta non è sempre solo una e non è sempre possibile sapere “la verità”, spesso basta una risposta che soddisfi il “bisogno” di chi l’ha formulata in quel momento.
  • Infine mettiamoci nei panni altrui per risolvere  “il dilemma della torta di mele perfetta”.

Socrate, Platone, Aristotele

Il tempio dei filosofi ci ha consento di avvicinare i bambini al pensiero di tre illustri personaggi, attraverso una breve affermazione che abbiamo attribuito a ciascuno di loro, in un ipotetico dialogo:

  • Socrate: Io so di non sapere e tu cosa ne pensi?
  • Platone: Ragiona, esistono idee universali e uguali per tutti.
  • Aristotele: E’ tutta una questione di cause ed effetti, è logico.

La scheda nascondeva anche delle brevi note biografiche di approfondimento.

Abbiamo quindi chiesto loro di riflettere per capire a quale dei tre sentissero di somigliare maggiormente, portando anche le opportune motivazioni.

Nella nostra classe, la metà degli alunni si definiscono “socratici”, un paio si sentono “platonici” e gli altri “aristotelici”.

È stato molto interessante, per noi insegnanti, ascoltare le loro motivazioni.

  • Mi sento socratico perché: mi faccio domande impossibili, se ho dei dubbi chiedo a qualcuno, ci sono molte cose che non so, ascolto le opinioni degli altri, mi interessano i pensieri degli altri, faccio un sacco di domande, sono molto curioso
  • Mi sento platonico perché: esistono idee universali che sono uguali per tutti, ho problemi con la logica…
  • Mi sento aristotelico perché: mi interessano i fenomeni naturali, ragiono con le cause e gli effetti, uso la logica per risolvere i problemi…

Nella scheda successiva, ciascuno di loro è stato invitato a scrivere quale fosse la sua “grande domanda”, quella a cui non sapevano dare una risposta convincente.

Filosofiamo

 A questo punto, ciascuno ha condiviso con classe la propria “grande domanda” e noi insegnanti le abbiamo annotate tutte alla digital board. Abbiamo poi cercato assieme di dare delle risposte che fossero, se non “vere”, almeno soddisfacenti.

Poter parlare liberamente, sperimentare il piacere di ragionare assieme, accettando ogni posizione o dubbio, senza giudizi o pregiudizi, scoprire e accettare le contraddizioni o i limiti della scienza e della mente umana…. tutto ciò sembrava entusiasmarli e incuriosirli, oltre ogni nostra previsione.

La curiosità e la plasticità sono la grande forza dei bambini: se opportunamente stimolati, senza timore di essere giudicati, ripercorrono facilmente e in modo naturale lo sviluppo del pensiero filosofico umano, con le contraddizioni e i dubbi che hanno colpito generazioni di illustri pensatori. 

Durante la conversazione è stato interessante invitarli a scoprire come il mondo delle idee di Platone sia alla base della formazione degli stereotipi e dei pregiudizi. Questi costrutti mentali hanno una loro utilità ma possono farci cadere in spiacevoli errori e per questo vanno conosciuti. Assieme abbiamo tratto queste conclusioni:

  • L’idea-stereotipo serve a mettere in ordine le conoscenze e ci consente di riconoscere, per esempio, come cane l’alano, il bassotto, il meticcio ma anche il cane più improbabile e caricaturale come nel disegno di un fumetto; allo stesso modo ci consente di riconoscere una lettera anche se è scritta in maiuscolo, minuscolo, corsivo e in tutti gli svariati font che incontriamo.
  • L’idea-pregiudizio invece serve a proteggerci, ma ci mette in allerta anche quando il pericolo, in realtà, non esiste: molte persone pensano che tutti gli animali siano portatori di malattie, che tutti i cani siano pericolosi, che tutti gli insetti non si possono mangiare, che i medici non sbaglino mai ecc.

Il dilemma della torta di mele

Abbiamo voluto concludere questa esperienza con un “gioco”: abbiamo sottoposto ai bambini un problema “filosofico”, inventato appositamente da noi, con tre soluzioni tutte valide.

I bambini non dovevano trovare la risposta esatta ma erano invitati ad immedesimarsi nei tre filosofi, analizzare la questione dal loro punto di vista e quindi individuare a chi appartenesse ciascuna delle tre soluzioni proposte.

Era un tiepido pomeriggio di fine estate quando Socrate, Platone e Aristotele si incontrarono per le loro solite chiacchierate. Essendo il compleanno di un loro discepolo, si misero a discutere su quale fosse la TORTA PERFETTA. A tutti e tre piaceva parecchio la torta di mele ma ciascuno di loro aveva, ovviamente, una diversa idea di PERFEZIONE…

Socrate: «La torta perfetta? Io sono sicuro di non saperlo dire ma posso andare a chiedere. Sono certo che qualcuno saprà dirmi quale sia».

Platone: «La torta di mele perfetta non esiste nella realtà. È solo nella nostra testa che esiste l’idea della torta perfetta. La realtà è solo una copia imperfetta delle nostre idee».

Aristotele: «Provate a ragionare: per sapere quale sia la torta perfetta dovete guardarla e assaggiarla. Di conseguenza, solo dopo potete dire se quella sia la torta perfetta».

Con nostra grande sorpresa, tutti i nostri alunni hanno attribuito correttamente le soluzioni ai rispettivi filosofi (i nostri BES hanno avuto bisogno solo di un piccolo aiuto, ma è stata davvero poca cosa).

Tempi e metodi

Questa attività si è svolta in due lezioni della durata di circa due ore ciascuna, ha richiesto un po’ di lavoro per la preparazione delle schede e per strutturare il percorso. Confessiamo che abbiamo dovuto fare anche un ripassino delle nostre conoscenze in materia filosofica ma la soddisfazione di vedere la partecipazione e il coinvolgimento dei nostri bambini è stata immensa.

La valutazione si è basata sulle nostre osservazioni relativamente alla capacità di ciascuno di rispettare il pensiero degli altri senza giudicare o deridere nessuno, alla capacità di ascoltare e intervenire in modo pertinente.

Qualche riflessione

Il dialogo “filosofico” non è giudicante e consente di avviare anche i bambini al pensiero critico, alla logica, a sperimentare punti di vista diversi, a riflettere su come si creano i pregiudizi, cosa sia l’etica e come i valori umani siano cambiata nei secoli. Questa consapevolezza consente di accettare che molte convinzioni possano non essere assolute come crediamo noi ma variano nel tempo o in paesi/culture diverse dalla nostra.

Noi crediamo che favorire l’apertura mentale dei bambini sia uno degli obiettivi formativi fondamentali fin dalla scuola; non sappiamo se questo percorso abbia “aperto” le loro menti ma di certo li ha incuriositi.

Raccogliere le loro domande è stato bellissimo, ma ancora più gratificante è stato il perdersi a ragionare con loro, seguendo la loro logica che è spesso molto più profonda e coerente di quanto ci si possa aspettare. I bambini, se messi nelle condizioni favorevoli, possono ancora stupirci e, questa volta, lo hanno fatto in modo assai positivo.

Domande e risposte

A titolo di esempio, riportiamo un estratto della nostra conversazione:

D. Perché le persone si odiano o provano rabbia anche se non si conoscono?

R1. È solo un’emozione, non c’è nulla di male…forse in passato un antenato ha litigato con una persona e adesso quell’emozione ce l’ha ancora ancora dentro, anche se non sa il perché.

R2. Secondo me è come un difetto di fabbricazione che hanno le persone, quando succede qualcosa che non gli piace, reagiscono così.

D. Maestra ma sono esistiti veramente i dinosauri? La mia maestra di Corano dice di no, perché nel Corano non ci sono.

R. Secondo me ci sono stati perché hanno trovato le ossa.

R2. Credo che nel Corano non ci siano semplicemente perché Maometto non riteneva necessario scrivere di questo particolare che è avvenuto tanto tempo prima che comparissero gli umani sulla Terra. Nemmeno la Bibbia ne parla. Se Bibbia e Corano dovessero contenere tutta la storia di tutte le persone e di tutti gli animali che sono vissuti sulla terra non basterebbe un libro, servirebbe una biblioteca.

R3. Grazie, anche la mia mamma mi ha detto la stessa cosa.

In realtà, queste questioni legate all’origine del nostro pianeta, come l’evoluzione, la teoria elio-centrica verso quella geo-centrica, l’odio tra i popoli, la legittimità della guerra e tante altre, sono temi che toccano anche i bambini.

Oggi per noi non sono più un tabù, ma in passato hanno messo in crisi intere generazioni; ne sono un esempio le scomuniche che hanno colpito illustri personaggi come Galileo Galilei, che avevano la sola colpa di essere troppo “avanti” per il loro tempo.

Condividi


Precedente:
Successivo:

Autore / autori


Articoli simili

Escher, l’artista che giocava con le forme
Escher, l’artista che giocava con le forme
Imparare parole nuove con “I musicanti di Brema”
Imparare parole nuove con “I musicanti di Brema”
Il mito di Demetra e Persefone per la primaria
Il mito di Demetra e Persefone per la primaria

Scopri di più da Missione Insegnante

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere